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Le
discoteche di Senigallia e la loro storia
C'è
stato un tempo in cui Senigallia non era soltanto la "Spiaggia
di Velluto", ma una delle capitali italiane della vita notturna.
Tra gli anni Sessanta, Settanta, Ottanta e Novanta, migliaia di
giovani provenienti da Marche, Romagna, Umbria, Abruzzo e
persino dal nord Italia sceglievano la città e il suo litorale
per vivere notti indimenticabili. Ogni locale aveva una propria
identità, una propria musica e un pubblico fedele, contribuendo
a creare un patrimonio di ricordi che ancora oggi vive nella
memoria di intere generazioni.
La storia delle discoteche di Senigallia
non comincia con le luci stroboscopiche, la musica elettronica o
le grandi piste degli anni Ottanta e Novanta. Comincia molto
prima, quando il ballo era accompagnato dalle orchestre, le
serate estive erano occasioni mondane e i locali rappresentavano
uno dei principali punti d’incontro tra i cittadini e i turisti.
Nel corso dei decenni, Senigallia e il
territorio circostante hanno ospitato dancing, club, sale da
ballo e discoteche molto differenti fra loro. Alcune strutture
hanno conservato lo stesso nome per molti anni; altre, seguendo
i cambiamenti della musica e della società, hanno cambiato più
volte gestione, pubblico e identità.
Il sito web
discotecasenigallia.it nasce proprio per raccogliere
storie, fotografie, informazioni e curiosità su questi locali,
molti dei quali sopravvivono ormai soprattutto nei ricordi di
chi li ha frequentati.
Marzocca: una discoteca, tante vite
A
Marzocca uno dei locali simbolo della riviera ha cambiato nome
più volte, rimanendo però sempre un punto di riferimento per il
divertimento. Nata come Escorial, negli anni si è
trasformata in Life, poi Fantasy, successivamente
Zerobabele e infine Ethò.
Ogni gestione ha saputo interpretare i gusti del proprio tempo:
dalle orchestre e dalla musica da ballo agli anni della disco
music, fino alle sonorità house e dance che hanno caratterizzato
gli ultimi decenni del Novecento.
La prima denominazione riportata dal
sito è Escorial, indicativamente tra il 1970 e
il 1975. Il locale viene ricordato come una discoteca popolare,
autentica e molto frequentata, con musica commerciale, dance e
aperture anche la domenica pomeriggio.
Dal 1975 al 1982 la struttura divenne il
Life Club, aperto dai fratelli Pellegrini. Il
Life viene descritto come un ambiente libero e informale, nel
quale esisteva una minore selezione all’ingresso e una maggiore
centralità della musica e del ballo.
Tra il 1982 e il 1986 arrivò il
Fantasy, uno dei nomi più popolari della costa
adriatica negli anni Ottanta. Proponeva musica commerciale,
dance italiana e revival. Per molti giovani della zona era
semplicemente la discoteca del sabato sera.
Nel 1986 il locale assunse il nome
ZeroBabele, mantenuto fino al 2000. Con questa
trasformazione la struttura acquistò un’identità più moderna e
vicina al clubbing. Lo ZeroBabele divenne famoso per le serate
house e commerciali, la grande capienza e la capacità di
attirare pubblico da tutta la regione.
Nel 2007 la struttura venne infine
rilanciata con il nome Ethò. Inizialmente il
locale propose anche il ballo liscio, per trasformarsi poi in un
club elegante e commerciale.
L’Ethò disponeva di una sala commerciale
e di un’area latina separate. Durante quegli anni tornò a essere
molto frequentato grazie a nuove gestioni e nuovi format. La sua
storia si concluse nel 2020.
Il Lungomare di Levante: il cuore della movida
Sul
Lungomare di Levante si concentravano alcuni dei locali più
amati.
Il Maurizio Club che fu uno dei primi punti di ritrovo
della gioventù senigalliese. Poco distante nacque il celebre
Number One, locale che contribuì a rendere famosa Senigallia
nel panorama delle discoteche italiane e sempre non distante il
Billy, che negli anni successivi si trasformò nel
Papagayo, mantenendo viva la tradizione delle grandi serate
estive, con musica, spettacoli e ospiti che richiamavano
pubblico da tutta la costa adriatica.
Il Maurizio Club
Nel 1964 venne aperto il dancing
Maurizio, fondato da Maurizio Federiconi, conosciuto
anche come “Marero”, e gestito insieme ai genitori Corrado e
Flora.
Il locale si trovava a pochi metri dal
lungomare, negli spazi nei quali sarebbe poi sorto il
ristorante-pizzeria Il Vicoletto. Per molti giovani rappresentò
una vera novità e un importante luogo di libertà e
socializzazione.
Durante l’estate si accendevano le luci
del giardino e si ballava fino a tarda notte. Il locale era
frequentato anche da personaggi celebri, tra i quali Patty Pravo
e Mal dei Primitives.
Maurizio Federiconi, ricordato per il suo carattere allegro,
rimase una figura molto amata dai giovani senigalliesi degli
anni Sessanta e Settanta.
Il Billy, il
Papagajo, il Subway e il Cipria
Nel 1969 nacque il Billy Club,
situato nel seminterrato dell’albergo dove oggi si trova la
Terrazza Marconi.
Fu uno dei primi dancing moderni della
Spiaggia di Velluto e uno dei simboli della vita notturna
senigalliese. Elegante e molto frequentato, accoglieva ragazzi
del luogo, turisti e personaggi dello spettacolo presenti sulla
Riviera marchigiana.
Nel 1975 arrivò una prima grande
trasformazione. L’imprenditore Tonino Carraro convertì il Billy
Club nel Papagajo, locale che interpretava la
stagione della disco music e delle notti più glamour. Richiamava
giovani da tutta la regione e numerosi turisti.
Con l’evoluzione delle mode musicali e
l’arrivo della cultura disco internazionale, il Papagajo cambiò
nuovamente identità, diventando il Subway. Il
nuovo nome evocava un immaginario urbano e metropolitano: neon,
ambienti più scuri, musica elettronica e le prime sonorità
house.
Negli anni Novanta il locale divenne
invece il Cipria, assumendo un’immagine più
raffinata, modaiola e legata alla house commerciale, ai privé e
alle serate a tema.
In una fase successiva venne recuperato
anche il nome Pappagajo Night Club, ma il
progressivo declino delle grandi discoteche sul mare segnò la
conclusione di quella lunga successione di esperienze.
Il Number One
Nel 1971 Raffaele Natale Marzi, detto
“Babele”, Roberto Ragnetti, detto “Gnoc”, e Francesco Sabatini
aprirono il Number One.
Il progetto riprendeva un’idea di Beppe
Piroddi di Roma. Babele portò a Senigallia un’ambientazione
architettonica e scenografica particolarmente originale per quel
periodo.
Il locale si trovava sotto l’Hotel City.
Si entrava dall’albergo e, attraverso una porta interna, si
raggiungeva la sala seminterrata. La discoteca aveva una pista
centrale, un lungo bancone, luci stroboscopiche e neon, in un
ambiente raccolto, affollato e molto caldo.
La clientela era composta sia da turisti
sia da senigalliesi. Il Number One visse soprattutto tra gli
anni Settanta, Ottanta e Novanta e raggiunse il suo periodo
d’oro negli anni Ottanta.
Fu uno dei locali simbolo della nascita
della discoteca moderna in città. Tra i disc jockey ricordati
dal sito figura Paolo Baga, che iniziò la propria attività
artistica nei locali storici senigalliesi. Oggi il Number One
non risulta più attivo.
Il Lungomare di Ponente
Anche il Lungomare di Ponente aveva il suo tempio del
divertimento. Qui sorgeva il Pnaff, aperto dai
fratelli Leghissa sotto l’Hotel Universal,
locale che seppe distinguersi per il suo stile originale e per
una programmazione musicale sempre attenta alle nuove tendenze.
Il Pnaf apparteneva alla prima
generazione delle discoteche moderne italiane. Come molti locali
della Riviera Adriatica, era stato ricavato nel seminterrato di
un albergo, mettendo in stretta relazione il turismo balneare e
il divertimento notturno.
Il locale accompagnò il passaggio dai
dancing degli anni Sessanta, nei quali dominavano le orchestre e
i complessi, ai beat club e alle prime discoteche fondate sulla
musica riprodotta.
Secondo il racconto conservato dal sito,
proprio nel Pnaf sarebbe stata realizzata anche una delle prime
trasmissioni “pirata” di Radio Velluto Senigallia. Gran parte
della storia del locale è però affidata alla memoria orale,
perché oggi il nome Pnaf è quasi completamente scomparso dagli
archivi.
Successivamente divenne il Baron Samedi, nome che ancora
oggi suscita nostalgia tra chi ha vissuto gli anni d'oro delle
notti senigalliesi.
Villa Sorriso, il dancing della città
Tra
tutte le discoteche, Villa Sorriso occupa un posto
speciale nella memoria collettiva.
Non
era soltanto una sala da ballo, ma un vero luogo di incontro per
il mondo dello spettacolo. Durante le sue stagioni d'oro ospitò
serate memorabili con artisti, cantanti, attori, presentatori
televisivi e personaggi famosi che trasformavano ogni evento in
un appuntamento esclusivo.
Per molti giovani entrare a Villa
Sorriso significava vivere una notte diversa dalle altre, tra
eleganza, musica e l'emozione di incontrare i protagonisti della
televisione e della musica
Villa Sorriso, aperta
nel 1947 da Luciano Chiostergi, soprannominato “Il Mago”, e
successivamente gestita da Lucio Capannari. Alla gestione
originaria partecipò anche Maria Teresa Baldoni, moglie di
Chiostergi.
Villa Sorriso non era una discoteca nel
significato moderno del termine. Era un locale elegante, insieme
dancing, ristorante e spazio d’intrattenimento.
Era frequentata dai turisti, dai
cittadini e dai personaggi dello spettacolo che arrivavano a
Senigallia durante la stagione estiva. La sua atmosfera era più
signorile e familiare rispetto a quella dei club che sarebbero
nati successivamente.
Villa Sorriso organizzava anche
iniziative particolarmente originali e partecipate, come le cene
al contrario, la vendemmia, il carnevale estivo e le caccie al
tesoro. Non era quindi soltanto un posto nel quale ballare, ma
un luogo della comunità, delle feste cittadine e dell’incontro
fra generazioni.
Con l’arrivo delle grandi discoteche
moderne, Villa Sorriso perse gradualmente la propria centralità.
La struttura cambiò destinazione e l’area fu infine trasformata
a uso residenziale.
La
discoteca dell’Hotel Ritz
Tra le esperienze legate agli alberghi
viene ricordata anche la discoteca dell’Hotel Ritz,
aperta soltanto durante la stagione estiva.
Le sue serate erano caratterizzate dalle
famose spaghettate di mezzanotte e dai bagni in piscina. Questi
elementi raccontano un modo di divertirsi strettamente collegato
alla vacanza, alla vita alberghiera e alle lunghe notti estive.
La Rotonda a Mare: simbolo di Senigallia
Infine non si può raccontare la storia della notte senigalliese
senza ricordare la Rotonda a Mare, autentico simbolo
della città.
Nata come elegante piattaforma sul mare, la Rotonda ha
attraversato decenni di storia italiana, diventando scenario di
balli, eventi mondani, spettacoli e manifestazioni culturali. È
entrata nell'immaginario collettivo anche grazie alla celebre
canzone di Fred Bongusto, diventando uno dei monumenti più
riconoscibili dell'Adriatico.
Un luogo fondamentale della storia
dell’intrattenimento senigalliese, la Rotonda a Mare,
inaugurata il 18 luglio 1933. La struttura si affermò
rapidamente come luogo di mondanità, spettacolo e
intrattenimento musicale.
La sua stagione d’oro coincise
soprattutto con gli anni Cinquanta e Sessanta, quando divenne un
vero tempio della vita sociale cittadina e ospitò importanti
protagonisti della musica leggera italiana. Nel tempo fu gestita
da Ferruccio Crivellini, dal primo proprietario del ristorante
di Palazzo Venezia, da Mommi e, infine, dal Comune di
Senigallia.
La Rotonda rappresentava una forma di
divertimento elegante e raffinata, ancora lontana dalla
discoteca moderna. Era il luogo delle orchestre, degli
spettacoli, degli abiti da sera e delle occasioni mondane.
Attorno a essa iniziava a formarsi quella cultura del ballo e
della notte che avrebbe accompagnato Senigallia per gran parte
del Novecento.
Dopo il lungo restauro è tornata a essere uno dei luoghi più
rappresentativi di Senigallia, custode della memoria di una
città che ha saputo trasformare il divertimento in una parte
importante della propria identità.
Il Covo Nord Est: un nome entrato nella leggenda
Alla fine degli anni Sessanta nacque uno
dei locali più importanti della storia senigalliese: il
Covo Nord Est. Il progetto fu ideato da Antonio Carraro
e il locale venne gemellato con l’omonimo Covo Nord Est di Santa
Margherita Ligure.
Negli anni Settanta divenne uno dei
fiori all’occhiello della Riviera Adriatica. Il suo cartellone
estivo ospitava spettacoli e grandi artisti. La prima data del
tour “Questo piccolo grande amore” di Claudio Baglioni si svolse
proprio a Senigallia.
Sul suo palco passarono anche Patty
Pravo, Charles Aznavour, Ornella Vanoni, Moira Orfei, Enrico
Montesano e Iva Zanicchi. Nel ristorante lavorò inoltre come
cuoco Stojan Filiposki, soprannominato “Picka”, che in seguito
aprì il ristorante Skorpion sul lungomare di ponente.
Il Covo Nord Est era un locale elegante
e frequentato da turisti e personaggi conosciuti. Rappresentò la
prima identità di una grande struttura situata sulla collina di
Senigallia, nella zona di Scapezzano e di via Berardinelli, che
negli anni avrebbe più volte cambiato nome.
Durante una fase intermedia,
indicativamente negli anni Ottanta, il complesso del Covo Nord
Est assunse il nome California Studio.
Il tempo e una struttura meno
documentata, ma ancora viva nella memoria locale. Il California
Studio rappresentò il passaggio dal dancing elegante degli anni
Sessanta e Settanta al moderno club degli anni Ottanta.
La struttura divenne poi lo
Shalimar, che nasce nel 1994, il nome con il quale
avrebbe raggiunto la sua massima notorietà.
Lo Shalimar si impose per l’innovazione,
la raffinatezza e l’attenzione dedicata agli ambienti. Nel 1995
venne inaugurato il grande giardino estivo chiamato
Jardin de Shalimar, descritto come un progetto
faraonico.
Durante gli anni Novanta lo Shalimar fu
considerato una delle discoteche più prestigiose delle Marche.
Disponeva di sale interne, numerosi ambienti e grandi spazi
all’aperto.
Dopo gli anni di successo iniziarono un
periodo di crisi e diversi cambi di gestione. Nel 2005 si svolse
quella che venne presentata come l’ultima stagione estiva,
seguita dal progetto di Villa Giraldi, rivolto maggiormente a un
pubblico adulto e basato sul ristorante e sul ballo.
Nell’estate del 2008 arrivò la gestione
dello staff The Intruders, guidato da Marco Cerioni. Le aperture
continuarono in maniera più occasionale, fino alla chiusura
definitiva successiva all’ultima gestione, che nel 2011 ospitò
anche il Facebook Party.
Lungo l’Arciviese.
Un’altra importante discoteca un po’
fuori Senigallia, ma tuttora molto importante nata nel 1975 con
il nome La Nuova Idea, poi nel 1980 cambia nome
in Karibù, poi nel 1990 ancora cambia nome in
Clakson e questa sequenza sembra documentare le
diverse identità assunte nel tempo dalla stessa esperienza o
struttura.
Poi nel 2000 compare il nome
Megà. Il locale viene descritto come una grande
struttura articolata in tre sale: una dedicata al ballo liscio,
una alla musica da discoteca e una alla musica latina.
Il Megà è ancora aperto e rimane aperto
durante tutto l’anno e, nella stagione estiva, utilizza anche un
ampio giardino destinato alle serate di ballo latino e liscio.
Cesano e la lunga storia dello Jabi
A
Cesano un'altra discoteca ha accompagnato diverse generazioni.
Nel 1976 venne aperto il Jabi,
fondato da Bibo Mengucci e Jacqueline Donna.
Per
molti ragazzi della zona rappresentava la prima vera esperienza
della vita notturna
Lo
storico Jabi lasciò poi il posto allo Jicky
nel 1988 e, negli
anni successivi, al Miu Miu, continuando ad animare le
estati della riviera con musica e serate dedicate ai giovani.
Il nome cambio ancora in
Miù J’Adore,
Le Folie e
Miù Disco Dinner.
Il
People Club
Nel 1982 Elisa Rubini, Patrizio
Casagrande e Osvaldo Rubini aprirono il People Club.
Il sito collega alla sua storia anche il
libro People di Elisa Rubini, definito un viaggio nelle
meravigliose notti degli anni Ottanta e Novanta. Le immagini
pubblicate provengono dal libro e dall’archivio fotografico del
DJ Auerbach.
Sebbene il sito non riporti una
ricostruzione narrativa più estesa, il People Club viene
ricordato come uno dei locali rappresentativi delle notti
senigalliesi di quei due decenni.
Un estratto dal “PEOPLE”. Di Elisa
Rubini.
Una mattina ci trovavamo sulla spiaggia di Senigallia e parlando
con un'amica venimmo a sapere che c'era una bella discoteca da
prendere in gestione. Già mi vedevo nei panni di una giovane
manager. Dovetti convincere Patrizio, (il compagno di quella
avventura) sempre più concreto di me, con solidi piedi per
terra, lui che per noi giovani laureati vedeva un altro tipo di
futuro, e non affrontare questa impresa. Riusci a convincerlo
dicendogli proprio che sarebbe diventata una delle tappe più
importanti della mia e della nostra vita, e fu cosi che, insieme
a mio fratello Osvaldo, tutti e tre ci buttammo a capofitto in
questa incosciente avventura. Ci inventammo manager senza
neanche sapere cosa in realtà significasse e quali sacrifici
richiedesse. Ma con l'aiuto e il sostegno dei nostri familiari e
la fortuna dalla nostra parte, il 2 Aprile 1982 l'avventura ebbe
inizio. Nacque il "People".
Questa era la nostra grande occasione. Un successo memorabile.
Fin dalla prima sera adottammo quello che poi divenne il nostro
sistema di vita al People. Trattare tutti come se fossero amici
di vecchia data.
Il nostro entusiasmo era alle stelle perché alimentato dal
successo che cresceva, sera dopo sera. La fama del nostro Club
ormai aveva raggiunto il centro e il nord Italia.
La storia e la leggenda del
People era iniziata.
Il
Mamamia
Nel 1997 Gilberto Mancini, direttore
artistico, disc jockey, architetto e progettista del locale,
aprì il Mamamia.
Il Mamamia portò a Senigallia qualcosa
che fino ad allora era mancato: un punto di ritrovo per i
giovani nel quale non soltanto ballare, ma anche ascoltare dal
vivo musica rock, indipendente e alternativa.
Il primo concerto ricordato dal sito è
quello tenuto nel dicembre 1997. Da quel momento il locale
costruì una lunga programmazione, diventando un riferimento per
generazioni di giovani marchigiani.
Il Mamamia ospitò inoltre festival e
manifestazioni come Scorribande, Arezzo Wave e il Summer
Jamboree. Il suo palco offrì occasioni importanti anche a
numerose band locali, che potevano esibirsi davanti al pubblico
della propria città e aprire i concerti di gruppi già affermati.
Nel 2022 il locale celebrò i venticinque
anni di attività. La ricorrenza confermò il ruolo del Mamamia
come uno dei rock club più longevi del Centro Italia e come
luogo simbolico per chi aveva vissuto la scena musicale degli
anni Novanta.
Il
Boomerang
Il sito comprende anche il
Boomerang Club, nato nel 1976 a Calcinelli.
Fin dai primi anni si distinse per gli
spettacoli innovativi e per le serate capaci di attirare
migliaia di persone da tutte le Marche e dalle regioni vicine.
Nel corso del tempo il Boomerang
consolidò la propria importanza anche nel panorama nazionale
dell’intrattenimento grazie ai format originali, agli eventi e
alla partecipazione di ospiti e artisti di fama internazionale.
Il
Carillon
A Cesano, nel 1970, aprì il
Carillon Club.
Poi nel tempo cambio nome in
Snoopy Country Club, una discoteca a testimonianza di
locali da ballo non soltanto nel centro di Senigallia, ma anche
nelle sue frazioni.
Una memoria collettiva
La storia raccontata da questi locali
attraversa quasi un secolo.
Parte dalla Rotonda a Mare e da Villa
Sorriso, luoghi della mondanità, delle orchestre e dei dancing
tradizionali. Prosegue con il Maurizio, il Pnaf, il Billy, il
Covo Nord Est e il Number One, che accompagnarono la nascita
delle prime discoteche moderne.
Negli anni Settanta e Ottanta il ballo
divenne una componente fondamentale della vacanza e della vita
giovanile. Il Papagajo, il Fantasy, il People, il Jabi, il
Carillon e gli altri club costruirono pubblici, stili e
abitudini differenti.
Gli anni Novanta furono il tempo dello
Shalimar, del Cipria e delle grandi discoteche con numerose
sale, giardini, privé e serate a tema.
Nello stesso periodo il Mamamia aprì una
strada differente, fondata sui concerti, sul rock e sulla musica
alternativa.
Con il nuovo millennio arrivarono il
Megà, l’Ethò, il Miù Disco Dinner e nuove formule nelle quali
discoteca, ristorante, musica latina, ballo liscio e spettacolo
potevano convivere.
Molti di questi locali hanno chiuso,
sono stati trasformati o hanno cambiato destinazione. Alcuni
sono ricordati attraverso poche fotografie, un’insegna, una data
o il nome di un proprietario. Altri hanno lasciato archivi più
ricchi, libri, testimonianze e lunghi elenchi di artisti.
Insieme, però, raccontano un’unica
grande storia: quella di una Senigallia che per decenni, al
calare del sole, si trasformava.
Le luci dei giardini si accendevano, le
sale degli alberghi si riempivano, le orchestre iniziavano a
suonare e, più tardi, i disc jockey facevano partire i primi
dischi. Turisti e ragazzi del posto si incontravano sulle piste,
nei bar, nei privé e negli spazi all’aperto.
Queste discoteche sono state luoghi di incontro, di amicizie, di
amori nati sotto le luci della pista, di mode che cambiavano
insieme alla musica e di estati che sembravano non finire mai.
Raccontare la loro storia significa raccontare anche la storia
sociale, culturale e turistica di Senigallia: una città che, per
molti anni, è stata una delle capitali italiane del divertimento
notturno e che ha lasciato un segno indelebile nella memoria di
migliaia di persone
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